venerdì 21 luglio 2017

c'è qualcuno...?

No, sul serio: qualcuno segue ancora questo blog (che, sì, ahimé, ormai da tempo viene aggiornato in maniera sempre più saltuaria)?
Se qualcuno c'è, per favore, batta un colpo (ovvero: lasci un commento sotto questo post).

Così, giusto per contarci.



lunedì 17 luglio 2017

poeti e zanzare

Mentre in grembo a la madre Amore un giorno
dolcemente dormiva,
una zanzara zufolava intorno
per quella dolce riva;
disse allor, desto a quel sussurro, Amore:
«Da sì picciola forma
com'esce sì gran voce e tal rumore
che sveglia ogun che dorma?»
Con maniere vezzose
lusingandogli il sonno col suo canto
Venere gli rispose:
«E tu picciolo sei,
ma pur gli uomini in terra col tuo pianto
e 'n ciel desti gli dèi».

* * *

Questa lieve zanzara
quanto ha sorte migliore
de la farfalla che s'infiamma e more!
L'una di chiaro foco,
di gentil sangue è vaga
l'altra che vive di sì bella piaga.
Oh fortunato loco
tra 'l mento e 'l casto petto!
Altrove non fu mai maggior diletto.

* * *

Invidia la morte di una zanzara

Tu moristi in quel seno,
piccioletta zanzara,
dov'è si gran fortuna il venir meno.
Quando fin più beato
o ver tomba più cara
fu mai concessa da benigno fato?
Felice te, felice
più che nel rogo oriental Fenice!

(Torquato Tasso, Madrigali)

domenica 9 luglio 2017

quiz

Ogni tanto mi diletto di questi giochini...
Il testo che leggete qui sotto è il ricalco (metrica, rime) di un celebre testo di un altrettanto celebre autore.
Chi indovina?

* * *

Guardando i miei figli, nel lettone

“Io non merito tanto”
penso mentre la pelle
mi si accappona, mentre giaccio accanto
a due respiri, a due lune gemelle.
“Perché mai mi ha sorriso la fortuna”,
mi dico, rimboccando meglio un lembo
del lenzuolo un po' sghembo,
“tanto che per me l'una
e l'altro adesso illuminano a giorno
la notte tutto intorno?”
Oh, testarda indomabile accanita
vita della mia vita...

lunedì 3 luglio 2017

cinque poesie di Michael S. Harper

DOV'È ADESSO LA MIA DONNA: per Billie Holiday

i pioppi piegati all'indietro
più verdi e più radi
sul lato sopravento
dov'è adesso la mia donna
nella pioviggine del nord
perde le foglie deboli
e la corteccia invernale
le piogge fino ai pendii
i papaveri avviliti
ci sono passeri sui declivi
si bagnano come pecore
nel fango di primavera
dov'è adesso la mia donna

* * *

IL BLUES DEL VILLAGGIO
(da un racconto di John O. Stewart)

Gli uccelli schizzano
nelle palme azzurre
i tagliatori di canna aspettano,
l'uomo indugia
sei metri più in alto;
aspettano il prete.
Le mosche cavalcano la carcassa
che come un turacciolo ondeggia in cerchi.
La luce dell'est la spinge verso ovest.
Arriva il prete, un uomo
affondato nel rum,
la faccia scartavetrata
in un belletto di crepe
e capillari rotti.
Ha il dovere di tagliare
questo frutto
di questo tranquillo villaggio
e mentre arriva barcolla lentamente.

* * *

IL CANCELLO

Più vero del fioco
trapassare del tuo sospiro
io scruto sperando nella quiete.
La luce sta svanendo,
i miei occhi si abituano
al traffico, denso
nel suo moto folle.
Mentre scende il buio,
mi perdo nelle meccaniche
del suo sconfinare.
Se ne fossi capace
non lo tratterrei.
Donna, tu sostieni
di essere aperta
alla sfida che ti offro,
che la notte è nera come
il tuo più scuro grandioso desiderio,
e che tu canti
nella speranza eccezionale
che io sia il tuo compimento.

* * *

ATTERRAGGIO NEL MAINE

Mai prima d'ora,
e due volte in una settimana,
ho guardato fuori
nell'oblio e nella rabbia,
sonori e puntuali,
della vicina base aerea.
Bruciano il carburante
in eccesso, con rigore
di cecchini;
gli olmi stanno morendo
per qualche virus virulento;
eppure è metà marzo
la neve è arretrata
e ritornata,
e non c'è niente
nel vento; niente musica.

* * *

ECHI: DUE

Per cinque ore i due stampi
del tuo viso non spariranno.
Sento la forma della tua testa,
la superficie scura, le linee sottili
che gonfiano la nuca;
per quelle linee il tuo sorriso è un porto.
Amare è imparare a memoria l'amata,
fermarsi un momento spaventati
dal quel ricordo, non scordare
nulla di quel ricordo
di cui sono persi i dettagli.

(da "Dear John, Dear Coltrane", 1970 - traduzioni mie)

giovedì 22 giugno 2017

i ggggggiovani di oggi

Quando feci la maturità io, nell'ahimé remoto 1993, l'esame consisteva in:
- prova di italiano: un tema a scelta, di ambito letterario, storico o d'attualità; il tema di letteratura era quasi sempre su autori studiati in classe e non prevedeva analisi specifiche del testo, quello di storia arrivava sì e no alla Seconda Guerra Mondiale, e comunque non c'erano regole particolari da rispettare nella stesura del testo (a parte ovviamente quelle della grammatica italiana): io feci il tema di letteratura;
- seconda prova, specifica di ogni scuola (nel mio caso matematica, perché facevo lo scientifico);
- colloquio orale, in cui si portava una materia a scelta del candidato e una scelta dalla commissione, ma in pratica sapevi già quale sarebbe stata la seconda: io portai Italiano e Inglese;
- la commissione era tutta esterna, con un unico membro interno.

Oggi, la commissione è divisa a metà: 3 membri esterni, 3 interni, con un presidente esterno.
I ragazzi devono affrontare:
- prova di italiano: scelta fra 6 tracce diverse, secondo le tipologie dell'analisi del testo (1 traccia), saggio breve o articolo di giornale (4 tracce), tema storico (1 traccia) o tema d'attualità (1 traccia); l'analisi del testo è spesso su autori non studiati a scuola e prevede che il testo venga letto e commentato; il saggio breve o articolo di giornale prevede la lettura, comprensione e riuso di documenti vari e il rispetto di una serie di regole abbastanza rigorose; il tema storico è spesso su periodi piuttosto recenti, che a scuola non si trattano o si trattano male;
- seconda prova, sulle materie caratterizzanti dell'indirizzo;
- terza prova, preparata dalla commissione, su tutte le materie non oggetto delle prime due prove;
- colloquio orale, che prevede un argomento sviluppato dal candidato (la c.d. "tesina") e domande su tutte le sei materie insegnate dai membri della commissione, che però possono diventare anche di più, nel caso qualcuno dei commissari abbia una doppia materia (es. Italiano e Latino, Matematica e Fisica, Filosofia e Scienze Sociali, Filosofia e Storia, ecc.).

In pratica, io ho fatto due scritti, su due materie, e preparato due materie orali, di cui in realtà una era la stessa affrontata nella prima prova scritta.
I maturandi di oggi affrontano tre scritti, per complessive sei materie, e un colloquio orale su altrettante.

Per esempio, i miei alunni di quest'anno (Liceo Economico-Sociale) hanno:
- Italiano (esterno)
- Storia (interno)
- Scienze sociali (esterno)
- Filosofia (interno)
- Inglese (esterno)
- Diritto ed economia politica (interno).
Com'era il discorso, che ai nostri tempi la scuola era più dura e oggi invece è tutto facile?

sabato 17 giugno 2017

un'auto-traduzione

Fiction

When a poet
tries to tell you how he was feeling
while kissing for the first and only time
the woman of his dreams
and how the whole universe rested around them
all sounds coalesced
in an immeasurable cosmic heartbeat
and how he desperately tried
for years
to reproduce in his verses
at least a scrap of that beauty
as a gift to mankind

do not believe him:
that woman does exist
that kiss as well
and he was actually there
yet someone else was kissing her.