sabato 7 febbraio 2009

il pensiero-volpe


Immagino la foresta a mezzanotte
qualcos'altro è vivo
oltre la solitudine della pendola
e questa pagina bianca dove si muovono le mie dita.

Non vedo stelle alla finestra:
qualcosa di più vicino
eppure più profondo nella tenebra
penetra la solitudine:

freddo, delicato come neve scura
il naso di una volpe tocca foglie, rami;
due occhi assecondano il movimento, che adesso
e ancora adesso, e adesso, e adesso

lascia impronte nitide nella neve
tra gli alberi, e cautamente un'ombra
obliqua arranca tra i ceppi e nel vuoto
di un corpo che avanza audacemente

fra le radure, un occhio,
un verde che si amplia e approfondisce,
brillante, concentrato,
va intorno a suo piacere

finchè, pungente improvvisa calda puzza di volpe,
penetra il buco oscuro della testa.
Ancora nessuna stella alla finestra; il tic della pendola,
la pagina è impressa.
Ted Hughes (1957)

4 commenti:

lillo ha detto...

mai letto niente di ted hughes finora... splendida!

ma la traduzione è tua?

sergej ha detto...

Io amo moltissimo la poesia inglese contemporanea: Hughes, Sylvia Plath, Seamus Heaney, W. B. Yeats, T. S. Eliot, W. H. Auden, Philip Larkin. Fra i poeti delle ultime generazioni mi piace Simon Armitage, ed è molto interessante anche la poesia africana o creola (Wole Soyinka, Derek Walcott).
Ci trovo una dote di adesione al reale, una concretezza che spesso manca nella poesia italiana, e anche una capacità di unire modernità e tradizione, senza eccedere in nessuna delle due direzioni.
La traduzione è mia, ma la poesia di Hughes è particolarmente intraducibile (più della media, intendo), perché è tutta percorsa da una fitta rete di figure di suono, fratture ritmiche, e gioca molto sulle risorse lessicali e metriche dell'inglese: parole brevi impossibili da rendere in italiano, oppure parole composte che in italiano si trasformano in lunghe e pesanti perifrasi.
C'è una buona scelta di poesie negli Oscar Mondadori, la collana di poesia, quella con la costa arancione, intitolata "Fiori e insetti".

sergej ha detto...

Questo è il testo originale:

THE THOUGHT-FOX

I imagine this midnight moment's forest:
Something else is alive
Beside the clock's loneliness
And this blank page where my fingers move.

Through the window I see no star:
Something more near
Though deeper within darkness
Is entering the loneliness:

Cold, delicately as the dark snow
A fox's nose touches twig, leaf;
Two eyes serve a movement, that now
And again now, and now, and now

Sets neat prints into the snow
Between trees, and warily a lame
Shadow lags by stump and in hollow
Of a body that is bold to come

Across clearings, an eye,
A widening deepening greenness,
Brilliantly, concentratedly,
Coming about its own business

Till, with a sudden sharp hot stink of fox
It enters the dark hole of the head.
The window is starless still; the clock ticks,
The page is printed.

lillo ha detto...

la poesia originale è splendida, ma mi pare che tu abbia fatto un bellissimo lavoro di tradizione, anche se l'hai resa molto tua, o almeno così mi pare... del resto se una cosa la ami è quasi impossibile (e ingiusto) non farla tua...