sabato 13 agosto 2011

lampi - summer reissue 6 (nn. 76-90)


76
Guardando su YouTube Renato Zero cantare “Viva la Rai”, ha iniziato la frase: “Ai miei tempi sì che...”.
Poi si è fermato di colpo, colto da un brivido.

77
Continua a scegliere donne non all'altezza delle sue aspettative erotiche.

78
Sì, scrivo poesie, ma almeno me ne vergogno.

79
“Ma non era morto?”.

80
“Allora grazie per la splendida giornata. E non ci perdiamo di vista, eh?”.
(“Roma-Amburgo e ritorno, e manco un po' di pelo”).

81
Un magnifico, lunghissimo corpo di diciassettenne, deturpato da un pesantissimo, quasi comico accento veneto.

82
Da bambino, la meraviglia dei pomeriggi vuoti, campi aperti a qualunque possibilità, noia compresa.
Da adulto, l'unica alternativa possibile: le ore di viaggio, in treno o in aereo, il transito anonimo nei non-luoghi, la mente libera di disegnare ampi cerchi per poi piombare, all'improvviso, a ghermire un pensiero.

83
Teso, preoccupato, irritabile. Incapace di concentrarsi. Sente il bisogno di una presenza familiare, rassicurante, distensiva. In memoria dei vecchi tempi, si compra un pornazzo.

84
Se sfiorato, emette re sovracuti.

85
“Che splendidi figli avremmo fatto, io e te”.
(Lo pensa soltanto: ovviamente).

86
Innamorarsi equivale a tornare ogni volta adolescente.

87
Lontano dagli occhi, troppo vicino al cuore.

88
La sua donna ideale esiste. Ma è nata troppo tardi.

89
La dura lotta tra perfezione e felicità.

90
“Ma che fai ancora sveglio?”
“Mi commuovo.”

1 commento:

NATAKARLA ha detto...

Raccolgo, solo metaforicamente, l'86.
Di nuovo...
Carla